Ricordo in un sushi bar di Tokyo una sequenza di Nigiri sushi con topping di tonno e di calamaro leggermente grigliati, passati davanti al mio sguardo, per pochi istanti, su un piccolo barbeque che non emetteva fumo. Ricordo ancora il contrasto fra il sottile strato di superficie della fettina di tonno, caldo, con un leggero sapore di cenere. 
Il sapore ed Il profumo di grigliato, con la fresca morbida fragranza della carne cruda del pesce. Chiesi al sushi chef quale tipo di carbone potesse dare quel sapore favoloso di grigliato, e conobbi il binchotan, il carbone vegetale giapponese a lenta combustione, che può essere di vari legni pregiati, ma il più comune è appunto quello di bambù. 

Andiamo a cercare la bistecca più pregiata, la migliore chianina o addirittura la wagyu, spesso spendendo una fortuna per regalare a noi stessi ed ai nostri amici un'esperienza gastronomica che ci auguriamo resti indimenticabile. Ma poi, mettiamo nel nostro barbeque la carbonella che acquistiamo al supermercato in sacchi da 3 o 5 kg, pieni di polvere o di polvere di chissà quale legna compressa in pasticche.
Sarebbe il caso forse di mettere il carro davanti ai buoi e di invertire l'ordine della scelta...

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